Studio Medico Psicologico Le Torri

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Tecniche di rilassamento e Training Autogeno

 

COSA SONO LE TECNICHE DI RILASSAMENTO E A CHI SI RIVOLGONO

Le tecniche di rilassamento fanno capo alle pratiche di tipo Mente-Corpo e hanno l'obiettivo di migliorare la capacità della mente di influenzare le funzioni corporee-psicologiche e conseguentemente i sintomi. Attraverso queste modalità che tendono ad un ri-equilibrio del sistema psico-fisico, il soggetto viene guidato al raggiungimento di un livello profondo di rilassamento, senza tuttavia esservi perdita di coscienza, andando a bloccare il lavorio mentale e sviluppando una presenza mentale.

Dopo una serie di sedute, durante le quali la persona sarà "addestrata" ad un corretto svolgimento della pratica, si procederà con l'esecuzione quotidiana autonoma, 2-3 volte a giorno, all'interno del proprio ambiente abituale.

Le tecniche di rilassamento vengono applicate in ambito psicoterapeutico a diverse problematiche, come per esempio stati d'ansia, fobie, attacchi di panico, stress, insonnia, disturbi psicosomatici, ecc., ma vengono utilizzate anche in certe realtà del sistema sanitario pubblico in oncologia, cardiologia e per i disturbi cognitivi e della memoria.

 

PRINCIPALI EFFETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI:

Molteplici sono gli studi della comunità medica sugli effetti fisiologici di tali pratiche evidenziandone una stretta interconnessione con il sistema nervoso autonomo. I principali effetti fisiologici si possono riscontrare: 1) a livello corticale con la presenza di onde cerebrali tipiche del rilassamento, simili a quelle del sonno profondo, rimanendo però in uno stato molto ricettivo agli stimoli esterni; 2) a livello cardiovascolare con la diminuzione del ritmo cardiaco, l'aumento dei flusso sanguigno nei muscoli e l'abbassamento dell'ipertensione; 3) a livello metabolico con la riduzione del consumo di ossigeno da parte dell'organismo con conseguente riduzione del metabolismo; 4) a livello respiratorio con una diminuzione della frequenza del ritmo respiratorio e, parallelamente, della resistenza delle vie bronchiali al flusso dell'aria; 5) a livello cutaneo con l'aumento della resistenza della pelle; 6) a livello di chimica del sangue con la regolazione degli ormoni adrenalinici, dei globuli rossi e bianchi e con la diminuzione del colesterolo; 7) a livello muscolare con la diminuzione della tensione muscolare, la modificazione della temperatura corporea e conseguente miglioramento del flusso sanguigno e con la diminuzione del dolore; 8) a livello del sistema immunitario con il rafforzamento dello stesso.

Parallelamente agli effetti fisiologici, tali pratiche producono, altresì, importanti effetti psicologici: si allenta la tensione mentale e fisica, aumentando la sensazione di calma e tranquillità, la disponibilità verso gli altri e la capacità individuale di gestire le situazioni di stress; inoltre, migliora il rapporto con se stessi, l'attenzione e la memoria.

 

Alcuni spunti bibliografici:

 

BENSON H., KLIPPER M. (1975), The relaxation response, Harper Torch, New York.

BENSON H., WALLACE R.K. (1972), Fisiologia della meditazione, Le Scienze, vol.45,pp.70-76.

PAGLIARO G. (2004), Mente, meditazione e benessere. Medicina tibetana e psicologia clinica, Tecniche Nuove, Milano.

PAGLIARO G., SALVINI A. (2007), Mente e psicoterapia: modello interattivo-cognitivo e modello olistico, Edizioni Utet, Torino.

PAGLIARO G., MARTINO E. (2010), La mente non localizzata, Upsel Domeneghini, Padova.

TOTI S., PAGLIARO G. (2010), La Meditazione in Oncologia. L'esperienza di Armoniosamente all'Ospedale Bellaria, Ausl di Bologna, in Scienze dell'Interazione, vol.2, n.1, pp. 70-78.

 

 

TRAINING AUTOGENO

 

Il training autogeno (T.A.) nasce come tecnica di rilassamento (T.A., Training Autogeno Inferiore) e psicoterapeutica (T.A.S., Training Autogeno Superiore) ideata dal dottor Johannes Heinrich Schultz, medico neurofisiologo tedesco vissuto tra il 1884 ed il 1970.
Dopo molti anni di studi sull'ipnosi, Schultz arriva ad ideare una tecnica che consente di raggiungere lo stesso stato di rilassamento dell'ipnosi e a la stessa condizione di ricettività al cambiamento, senza però l'ausilio di un operatore esterno e senza che abbia luogo un cosi massiccio restringimento dello stato di coscienza.
L'essere in grado di raggiungere da soli questo stato permette, infatti, di evitare che si sviluppi una certa dipendenza dal terapeuta (autogeno = che si genera da sé).
Con il T.A. si cerca di auto-indurre volontariamente un'attivazione dell' area trofotropica (sita nell'ipotalamo), mediante la ripetizione mentale di certe frasi o immagini. La stimolazione di quest'area determina l'attivazione del sistema parasimpatico con conseguenti fenomeni quali la riduzione del ritmo cardiaco, della frequenza respiratoria e del tono muscolare.

ll training autogeno è finalizzato a raggiungere, con il concorso della volontà, la condizione che si raggiunge spontaneamente con il sonno: questa condizione ha la funzione appunto di riparare, rigenerare, rivitalizzare l'organismo. Il sonno tuttavia si raggiunge attraverso una commutazione psichica spontanea e la sua funzione si verifica soltanto se la volontà cosciente è in uno stato di passività.
Allo stesso modo nel T.A., per raggiungere lo stato di commutazione autogena, è indispensabile imparare a focalizzarsi sulle parti del proprio corpo tramite una concentrazione passiva. Una concentrazione cioè che non generi ansie o tensioni, non mirata ad uno scopo, ma uno stato di contemplazione, di attesa passiva. Si impara a lasciar accadere ciò che dovrà accadere.

Il Training Autogeno è dunque un allenamento (training) alla spontaneità. Vi sono funzioni guidate da processi nervosi che si attivano o si intensificano se le funzioni volontarie si attenuano o tendono ad azzerarsi: la tecnica del training autogeno consiste dunque nel ridurre il più possibile le funzioni volontarie, l'attività e il controllo dell'Io, in modo che i processi spontanei di distensione, rigenerazione, rivitalizzazione possano attivarsi.
Il T.A. è composto da sei esercizi somatici che devono essere appresi in modo graduale e con allenamento costante. Quando ci si trova in uno stato di tensione, ansia o stress, si producono nel corpo e nella mente determinate modificazioni che, se superano una certa soglia di tolleranza, possono provocare tensioni muscolari, spasmi viscerali, freddo in talune parti del corpo e alterazioni funzionali di meccanismi neurovegetativi. Attraverso questi esercizi si procura un rilassamento muscolare, vascolare, una tranquillizzazione del battito cardiaco e di quello respiratorio, un rilassamento viscerale e una vasocostrizione a livello del capo che sono l'opposto dei dolori muscolari, delle mani fredde per l'agitazione, della tachicardia, del respiro affannoso e corto dell'ansia, degli spasmi intestinali e del cosiddetto "sangue che va alla testa".

Il Training autogeno è utile nella cura di ansia, insonnia, emicrania, asma, ipertensione, tachicardia, gastrite, colite, cefalea e in tutte quelle patologie dove l'aspetto psicosomatico sia rilevante. Ma anche in molti altri contesti il TA ha un ruolo positivo: in particolare per atleti e sportivi in genere in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni.
Infine, un ultimo accenno ad uno specifico ambito di utilizzo di questa tecnica, quello della psicoprofilassi ostetrica. Numerose indagini rivelano da tempo che esiste un'evidente differenza nel vissuto della gravidanza che viene sperimentato dalla donne che seguono un percorso significativo, individuale o di gruppo, di psicoprofilassi al parto, rispetto a quello delle gestanti che non si accostano ad alcun iter di questo tipo.
Uno dei metodi più utili che può essere adottato efficacemente per mantenere un equilibrio ed una serenità emotiva, tra le naturali oscillazioni ormonali e le altrettanto normali insicurezze legate ai cambiamenti corporei, di abitudini e di ruoli, è indubbiamente proprio quello del Training Autogeno che è stato preso in considerazione secondo diversi approcci e che spesso viene combinato con ad altre tecniche di rilassamento e di cosiddetta igiene e prevenzione psicologica pre-parto.

 

Alcuni spunti bibliografici:


BERNT H. HOFFMANN (1980), Manuale di Training Autogeno, Astrolabio.
PERESSON L. (1979), Studi sul training autogeno e altri saggi , Piovan.
SCHULTZ J.H. (2002), Il Training Autogeno. Metodo di autodistensione da concentrazione psichica, Feltrinelli.
SCHULTZ J.H. (2002), Quaderno di esercizi per il Training Autogeno, Feltrinelli.
WALLNOFER H. (1989), Anima senza ansia, Gli Archi, Torino.

 

 

 

 

 

 

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